5 errori da evitare a un colloquio di lavoro

Quando si viene intervistati a un colloquio, le domande che possono trarre in inganno e far cadere il candidato di turno possono essere tante. Spesso si tende a pensare che per fare bella figura occorra semplicemente essere passivi oppure mostrarsi, al contrario, molto intraprendenti, puntando sul fatto di essere preparati sulla materia e sulle mansioni richieste. Ma gli esperti di colloqui di lavoro non credono affatto che funzioni così. Ci sono molte cose che potrebbero andare male, ma che si possono evitare facendo attenzione a non commettere questi grossolani errori.

1 – non informarsi sull’azienda o sull’ente che ci sta assumendo. In un’epoca come quella attuale, l’informazione è tutto. È veramente un peccato mortale non informarsi su Google, cercare notizie sulla storia dell’azienda, la sua filosofia aziendale, la vocazione, gli obiettivi che persegue, i risultati che ha conseguito. Non bisogna avere una laurea in psicologia per capire che spirito ha l’azienda, perché di fatto ciò che essa cerca è qualcuno che possa sposare quel progetto, non deludere. Il lavoro non è mai sicuro per definizione e nessuna impresa, che opera sul mercato, può veramente permettersi qualcuno che non condivida le linee guida della stessa.

2 – le aziende sono molto gelose del loro prodotto. Ci sono alcuni settori, come la tecnologia, gli alimentari, internet, dove il prodotto è sottoposto alla feroce disamina dei consumatori. In sostanza, assicuratevi di essere clienti del prodotto, di averlo provato. Se per vostra fortuna stata sostenendo un colloquio per la Apple, non presentatevi con un Huawei in mano. Al di là della battuta, provate il prodotto, fate in modo di conoscerlo, così da comprendere al meglio cosa si aspetta un’azienda da voi. Se siete in lizza per un posto da contabile forse non serve, ma se dovete lavorare alle vendite o siete inserite nella catena di progettazione e commercializzazione del servizio o del prodotto, meglio attrezzarsi.

3 – i datori di lavoro ambiziosi amano le persone intraprendenti, ma nelle grandi aziende non si occupano loro di scrutinare il personale che aspira ad entrare nell’azienda. C’è sempre un capo reparto di mezzo. Mostrarsi troppo intraprendenti in questi casi può giocare a sfavore. Tenete conto che un lavoro è come un sacchetto di monete d’oro. Possederlo vale un tesoro, chi ce l’ha potrebbe sentirsi minacciato. Occorre quindi essere flessibili, sapersi piegare, mostrarsi educati e rispettosi, ma non eccessivamente zelanti. L’adulazione non aiuta, anche se ci sono dirigenti che sembrano vivere solo per quello. Chi ha una posizione di potere ama che essa venga rispettata.

4 – mentire sul curriculum. L’importanza del curriculum viene spesso sovrastimata. Esso viene utilizzato per scremare il folto gruppo dei primi aspiranti. Ma è pur sempre un’autodichiarazione. A parità di titoli di studio e meriti scolastici, si guarda l’eventuale esperienza maturata. Ma in caso di prima assunzione, oltre l’esperienza si valuta l’approccio e la capacità di eccellere in altri ambiti. Questi verranno senz’altro scrutinati. Avere mentito su questo (ad esempio vantando un inglese fluente e non scolastico) può causare la fine di ogni speranza.

5 – fare commenti fuori luogo. In Italia lo Statuto dei Lavoratori garantisce l’esercizio delle proprie convinzioni politiche e religiose nei luoghi di lavoro, ma conviene assicuraselo prima il posto. Evitare commenti politici, religiosi e sociali. Il datore di lavoro o chi vi sta per assumere potrebbe avere delle idee divergenti dalle vostre e farle valere, quando si tratta di giudicarvi. Questo perché nessuno di noi è veramente obiettivo quando giudica, anche se si dichiara tale.

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