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Aprire in franchising, vantaggi e svantaggi

Il franchising è un contratto di derivazione anglosassone, che prende le mosse dalla somministrazione: una parte si impegna a somministrare come fornitore dei prodotti all’ingrosso a un’altra parte, che li vende secondo i termini prescritti, che possono essere più o meno vincolanti.

Il franchising ha trovato un grande successo soprattutto nel settore dell’abbigliamento e della ristorazione, come dimostra la crescita esponenziale di alcuni marchi. Ma perché il franchising ha riscosso tanto successo? Quali sono in vantaggi di aprire un’attività in franchising? Che cosa serve per mettersi in proprio? Quali attività possono funzionare oltre all’abbigliamento e alla ristorazione?

Nel franchising ci sono due parti distinte, che rimangono autonome per tutta la durata del contratto. Da un lato il franchisor in qualità di fornitore, proprietario del marchio, dall’altro il franchisee o affiliato, normalmente un commerciante che si vuole mettere in proprio. Il vantaggio del franchising è evidente: il franchisor mette a disposizione del franchisee l’utilizzo del marchio, dell’insegna, di ogni segno distintivo, degli arredi e delle divise, insieme alla linea di vendita e al know-how commerciale. In cambio il franchisee vende i prodotti o i servizi del franchisor pagando un fee (canone di ingresso) iniziale che dipende dalla località in cui si apre, nonché dalla tipologia di servizio o dalla notorietà del marchio.

Il franchisor ci guadagna su tutti i lati: anzitutto intasca una quota fissa di ingresso, dell’ordine di alcune migliaia di euro che può utilizzare per campagne pubblicitarie, rilanciare l’azienda sul territorio, lanciare nuovi prodotti o servizi, assumere personale qualificato. Un altro vantaggio a suo favore è che utilizzando il franchising può espandersi in orizzontale sul territorio, senza impiegare manodopera e impiegati, risparmiando sui costi di esercizio del nuovo locale. Le parti, come detto, rimangono due entità commerciali distinte legate solo da un patto che riguarda l’utilizzo del marchio. Essendo proprietario di questo, il franchisor è nella condizione di poterci guadagnare sopra, ma ovviamente non a discapito del franchisee.

Questi ha dei vantaggi innegabili nell’associarsi a un marchio conosciuto o in espansione. Anzitutto beneficia dell’effetto alone riguardante il marchio, essere associato ad esso elimina del tutto i rischi dell’avviamento dell’attività, quando ci si deve presentare sul mercato, trovare nuovi clienti, fare pesanti investimenti pubblicitari. I soli costi da sostenere sono quelli del locale, dal momento che il franchisor quasi sicuramente mette a disposizione l’arredamento e ciò che serve per la disposizione, come il bancone, l’insegna, i totem pubblicitari. Un altro fattore decisivo è che il franchisee ottiene una licenza esclusiva nella zona geografica, per cui se il marchio diventa molto famoso, guadagna una buona reputazione, le vendite possono andare effettivamente bene. La pubblicità indiretta ottenuta dal marchio si riflette in risparmi effettivi: non sarà necessario fare spot su internet, media tradizionali come radio, riviste e TV se a pensarci è il franchisor. Si beneficia della notorietà del marchio in tutte le direzioni.

Le parti rimangono autonome per tutta la durata del contratto. Il franchisee è così libero che per assurdo, terminando la collaborazione con un marchio, può passare al concorrente.

Quale franchising aprire?

Quali sono i settori che vanno per la maggiore? L’apertura dei franchising si è espansa in molte direzioni, essendo un fenomeno che oggi in Italia riguarda 1 migliaio di marchi e un giro d’affari superiore ai 20 miliardi annui, anche durante il superamento della crisi che ha coinvolto il commercio. Si aprono attività in franchising in asili nido, abbigliamento, agenzie viaggi, agenzie immobiliari, ristorazione e fast-food, bike sharing, centri scommesse, abbigliamento per l’infanzia, benessere e make-up, fitness e centri estetici, compro oro ed enoteche, ludoteca, franchising grafica, profumerie, elettronica e videogame. Spesso sono coinvolti marchi tra i più famosi del mondo, desiderosi di raggiungere sempre più clienti

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