Chi sono i Millennials

Se ne sente sempre parlare, spesso lo vediamo letto nei siti web, soprattutto in articoli ad argomento psicologico o sociologico. Sono i Millennials, ovvero le persone nate tra il 1985 e il 2000, che sono cresciute dunque con la rete, dal suo ingresso fino alla sua progressiva affermazione, che riguarda anche i giovani vissuti dopo il 2000. I Millenials in genere appartengono alla borghesia, hanno scoperto internet dagli inizi e molti di essi hanno intrapreso o stanno intraprendendo una carriera lavorativa segnata dall’affermazione della rete.

Il termine Millennials viene spesso associato alla generazione Y, che di fatto segue la generazione X che invece è quella nata tra il 1970 e il 1985, che era già matura quando internet è arrivato. La generazione X ha come mito la riscoperta di sé stessi, il ritorno alla Crisi, il disfacimento dell’edonismo tipico degli anni ’80, in America interpretato dall’epoca di Reagan (ad esempio il film Wall Street di Oliver Stone) e in Italia dalla “Milano da bere” (significativa la perdita di qualità della commedia italiana, che ora riguarda più che altro vacanze in montagne, tradimenti e lusso); il mito della generazione X è certamente Kurt Cobain, ma anche il tentativo di capire come affrontare un mondo globalizzato, alla fine della Guerra Fredda, dove si affacciano nuovi problemi. Sono i giovani della Generazione X a combattere il terrorismo, mentre oggi nel mondo delle rinnovate ideologie fanatiche, i giovani Millennials usano la rete anche per lasciarsi attirare da esse, piuttosto che crescere professionalmente.

I Millennials sono caratterizzati dalla connettività costante a internet, fanno parte di un mondo sempre connesso e in real time. Un report del 2007, in America, analizzando il fenomeno li descriveva come giovani arrabbiati, troppo coccolati dai genitori, in qualche modo deresponsabilizzati. Un mondo dove il bastone è stato messo da parte a favore della carota, ma la descrizione non sembra del tutto corretta. La generazione Y è quella che sta assistendo a massacri indiscriminati, a follie ideologiche e fanatiche e le vive con una certa normalità. Da un punto di vista lavorativo poi non può essere certo nascosto il fatto che essi sono il bersaglio preferito della flessibilità lavorativa, tanto che l’INPS e gli istituti previdenziali di tutto il mondo, per assicurarsi costantemente la liquidità accendono lo scontro generazionale, ricordando ai genitori e ai nonni che loro hanno avuto molto e devono rinunciare a qualcosa. I Millennials pertanto vengono erroneamente chiamati figli di questi privilegi, ma appare chiaro fin da oggi che essi sono la generazione sulla quale si sta scaricando tutta una serie di instabilità che vanno a intaccare la sicurezza sociale, il lavoro e la prospettiva di vita. Un dato semmai interessante è che molti di questi Millennials sono figli unici, certamente appaiono più viziati dei protagonisti della Generazione X (l’ultima ad aver fatto le scuole senza Internet), ma certo non gli si può imputare questo, in quanto il paese, le politiche della famiglia, sono stati guidati dai loro genitori.

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