Come scegliere che lavoro fare

Una delle regole d’oro nella scelta della professione è quella di valutare la domanda rispetto all’offerta. In un mondo che si muove velocemente, le professioni si adeguano. Pochi giorni fa parlavo con il postino, di una città italiana sopra i 100.000 abitanti, un capoluogo di provincia. Mi spiegava che tra un po’ consegneranno la posta a giorni alterni, coprendo una zona diversa ogni giorno. Segno dei tempi che cambiano. Eppure, solo 30 anni fa il posto alle Poste, scusate il gioco di parole, era considerato sicuro almeno come quello in banca.

In pochi, 30 anni fa, avrebbero immaginato che le persone avrebbero smesso di mandarsi cartoline, scriversi lettere, spedire pagamenti in cartaceo. Tuttavia, la tecnologia è andata ben oltre rispetto alla più fervida immaginazione. Oggi è facile ritenere delle cose scontate, che al tempo non lo erano.

Nella scelta della professione, propedeutica alla scelta del proprio percorso formativo (l’università o un corso di formazione specifico), bisogna essere realisti e farsi le seguenti domande:

  • Il lavoro che voglio fare è richiesto a livello locale e nazionale?
  • La domanda è destinata a durare nel tempo?
  • Ci sono innovazioni tecnologiche già all’orizzonte che possono modificarlo?
  • In quanti fanno questo mestiere?
  • Il prodotto o servizio che offre è in grado di rinnovarsi nel tempo?

Dalle risposte dipende la scelta. Ci sono lavori destinati a durare nel tempo, indipendentemente dal cambiamento delle tecnologie. Pensate a quelli legati alla nascita e alla crescita dei bambini. Ovviamente il valore e la qualità della domanda dipendono dal momento storico. Ci sarà sempre bisogno di insegnanti come di ostetriche, ma i fattori demografici possono restringere o ampliare la domanda.

Se questo è il fattore della domanda e dell’offerta, devi anche considerare cosa ti dice la tua mente, quali sono le tue passioni.

Spesso, le nostre passioni più vere emergono durante l’infanzia, solo per essere schiacciate dalle pressioni della vita reale. Quindi, pensa a ciò che hai amato per molto tempo prima di dover prendere decisioni sulla tua carriera. Ti piaceva scrivere? Leggere? Fare esperimenti scientifici? Prova a riscoprire cosa ti piaceva fare da bambino. Certe inclinazioni sono genuine.

In genere a indirizzare la carriera lavorativa ci pensano la scuola e l’università. La passione per una materia può portare a rafforzare l’interesse verso uno specifico campo. Se però sei indeciso durante il percorso di studi delle superiori, o perfino alle medie, prova a leggere i programmi accademici (la didattica) delle varie università italiane, iniziando da quelle più vicine a te o presenti nella tua città.

Una volta che pensi di averne trovata una che ti piace, puoi dare un’occhiata in concreto al programma dei vari insegnamenti, puoi leggere forum o blog, informarti su Facebook o chiederne in merito a chi già li frequenta. Giusto per farti un quadro della situazione. Ricordati che in questa fase stai mettendo il cuore davanti alla ragione, non stai facendo dei discorsi economici.

Le università italiane da anni ormai dedicando delle giornate all’orientamento, con lo scopo di attirare iscrizioni. Cerca un consiglio, trova un tutor, informati al massimo durante questo periodo e se vedi qualcosa che risveglia la tua passione, facci un pensierino.

In sostanza dovresti farti queste domande:

  1. Cosa ti piace fare?
  2. Quali abilità usi quando fai le cose che ti piacciono?
  3. Cosa conta soprattutto per te, nella tua vita, rispetto a quello che vorresti fare?
  4. In cosa pensi di essere bravo?
  5. Cosa ammirano di te gli altri e perché?
  6. In quali cose pensi di essere migliore degli altri

Di questi punti, secondo noi, il più importante è forse il secondo. In sostanza vuol dire: quanto sei disposto a sacrificare della tua vita personale, quella domestica, intima, delle relazioni, del volerti fare una famiglia, per ottenere un impiego remunerativo, che ti dà soddisfazioni, che ti permette di fare carriera? Sei disposto a muoverti? A lavorare in mobilità, accettando trasferimenti e trasferte? È più importante portare lo stipendio a casa e godersi il tempo libero, oppure lavorare sodo e ottenere degli status sociali rilevanti?

In merito poi alle inclinazioni personali, ad emergere sono soprattutto le persone creative, che hanno una capacità relazionale spiccata e che in determinati contesti, sanno pensare in astratto, risolvendo problemi prima ancora che si verifichino.

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