Cosa serve mentalmente per mettersi in proprio

Mettersi in proprio e rischiare è il sogno di tanti, soprattutto di quelle persone che ritengono di avere un’idea buona in mente. La difficoltà maggiore in questo caso consiste nella paralisi mentale, cioè nel sedersi e pianificare l’inizio del business. Come suggerisce il termine, impresa vuol dire assumersi un rischio: il rischio dei propri capitali per credere in un progetto. Quasi sempre per metterlo in pratica servono dei soldi, un capitale iniziale di investimento che deve essere utilizzato per comprare mezzi, strumenti, acquisire conoscenze e formazione. La parte più difficile rimane questa: gli affari non si fermano mai. Il mondo del business è come un treno sempre in corsa che ha precise fermate, sulle quali è opportuno salire. Il punto è che in queste fermate c’è chi sale e c’è chi scende, ma il treno è sempre in movimento. Quindi, come si suol dire, chi si ferma è perduto. Se hai l’abitudine di fermarti, procrastinare, rinviare, prenderti pause allora il mondo del business e dell’impresa non fa per te.

Ci sono persone tagliate per fare il lavoro da imprenditore e altre no. Dal punto di vista burocratico mettersi in proprio è relativamente facile. Per aprire una partita IVA bastano pochi minuti, una volta individuato il codice ATECO di appartenenza. Certo, per alcune professioni e imprese possono servire passaggi burocratici più lunghi, come la richieste di licenze o autorizzazioni. Ma chiunque trovi una scusa nella burocrazia vuol dire che non ci ha messo abbastanza passione.

Il motivo per cui molte persone falliscono nel tentativo di crearsi un business in proprio – online o nel commercio tradizionale – è che hanno paura del futuro. Non vogliono rischiare un euro o un giorno della loro vita troppo confortevole e rilassata per mettersi in gioco. Spesso hanno un’idea legata a un prodotto o servizio che non amano e rifiutano di formarsi, diventare i migliori, dare un’esperienza di consumo superiore.

Spesso nell’impresa si è da soli: non si sente il supporto di amici, familiari, partner e colleghi. Si teme di fare il grande passo perché non si ha supporto. Ma appunto l’impresa richiede coraggio e voglia di emergere sopra la media. Le persone confuse nella massa rappresentano la mediocrità più concreta. Solo avvicinando una lente d’ingrandimento potreste distinguere delle persone eccezionali, quindi non aspettatevi che chi vi sta intorno vi incoraggi perché le persone mediocri desiderano che chi sta intorno a loro, sia mediocre allo stesso modo. Quindi non accettate mai consigli al ribasso: se avete un’idea e ci credete veramente, mettetela in pratica. Agli amici e ai familiari penserete dopo.

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