Gli errori da non commettere a un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro è come un primo appuntamento: tante cose possono andare male, ma se fila tutto liscio il secondo appuntamento è solo una formalità. Quando si va a un colloquio di lavoro, per aumentare le proprie chance è fondamentale mantenere una qualche forma di autocontrollo. Ognuno ha i propri trucchi e i propri mezzi, ma se siete inclini a perdere la calma, a farvi prendere dal panico e a non avere il controllo della situazione, per esempio, sudando troppo, rimane poco da fare. La cosa migliore è rilassarsi, tirare su qualche respiro profondo e pensare che quello si, potrebbe essere l’appuntamento più importante della nostra vita.

Insomma, se siete abituali consumatori di droga o alcol o di caffeina, il consiglio è quello di darvi una bella ripulita. Non si otterrà un posto di lavoro se siete schiavi di sostanze che alterano il vostro stato psicofisico.

La consapevolezza nei propri mezzi è fondamentale: non dovrete apparire insicuri, essere troppo preoccupati. Il mondo, sfortunatamente, non è popolato da miliardi di Einstein, per cui le possibilità che i vostri concorrenti siano della pasta vostra è molto alta. L’esaminatore peraltro è abituato a trattare con le persone, sa già che profilo ricerca, tanto vale essere naturali, spigliati, educati e propositivi.

Alla fine del colloquio, anche se avete la sensazione di essere andati bene, non dovete essere troppo precipitosi. Non chiedete quando potrete richiamare o se verrete richiamati, è inutile. Al limite, al momento del commiato, accennate al processo chiedendo quali saranno i prossimi passi. È possibile che l’esaminatore risponda “le faremo sapere noi nel caso”.

Non anteporre questioni economiche, lasciarlo fare all’esaminatore. È quasi sicuro che egli, presentando la tipologia di personale che richiede, esporrà anche i termini dell’impiego. Dirà che tipo di mansioni si svolgeranno, che cosa si aspetta dal suo dipendente e parlerà anche della retribuzione. Motivo per cui è meglio stare alla larga da queste domande, dimostrate – all’inizio – di essere interessati ad ascoltare e a far parte dell’azienda. Siete pur sempre liberi di rifiutare la proposta, se veniste mai accettati.

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