Il lavoro da riattivare

Nei paesi sviluppati, per effetto della globalizzazione, della pervasività delle nuove tecnologie nella società dell’informazione e della concorrenza dei paesi con mano d’opera a basso costo, il lavoro stabile a professionalità costante tende a contrarsi tanto nell’industria come nel terziario, compresa la pubblica amministrazione; di conseguenza la tutela del lavoro rappresentata dal sindacalismo, così come il diritto del lavoro, tendono a modificarsi. Nelle società industriali, dove coesistono sviluppo e disuguaglianze, correttivi possibili alla disoccupazione e all’economia sommersa vengono dalla sfida innovativa dello sviluppo sostenibile, e dalla crescita del “terzo settore” (cooperazione, volontariato, economia noprofit). Un’economia internazionale fortemente squilibrata ha rimesso in moto le migrazioni verso i paesi ricchi dalle aree della povertà.

Il movimento sindacale nell’ordinamento italiano

I sindacati devono sicuramente annoverarsi tra le formazioni sociali ove si svolge la personalità individuale, assistite dalla particolare garanzia costituzionale prevista dal famoso articolo 2 della nostra carta costituzionale. L’idea di riconoscere natura e dignità di formazione sociale intermedia alla categoria professionale piuttosto che al sindacato è ora generalmente rifiutata, dopo che per lungo tempo era stata sostenuta in ambienti del pensiero cattolico. Le categorie professionali non costituiscono un dato della realtà naturale, poiché esse si vanno formando e mutando secondo il disegno che l’autonomia dei gruppi in ogni epoca e luogo ne costruisce; solo una disciplina autoritaria delle attività produttive può costringere la realtà economica in rigidi schemi, a fini di controllo o di uniformità di disciplina, come accadeva nei regimi corporativi dell’epoca moderna. Invece l’organizzazione corporativa della società medievale voleva assicurare ai corpi il monopolio della professione, dell’arte o del mestiere e, nell’ambito della corporazione, la progressiva ascesa dei singoli sino alla condizione di maestro o di imprenditore.

La materia del lavoro rende necessario un discorso, sia pure breve, sull’azione sindacale e sulle forme di tale azione; ed è opportuno rammentare i momenti della storia del movimento operaio, una storia di origine recente, che in Italia copre poco più di un secolo e tuttavia ricca di fatti e di istituti. Può dirsi che l’associazione sindacale, nelle vicende attraversate e nelle forme giuridiche volta a volta rivestite, assume un valore esemplare delle ragioni e della logica del diritto privato, e in particolare quel settore del diritto che è costituito dalle associazioni con scopo di non profitto. I sindacati in Italia rientrano in questa categoria, nella forma giuridica delle associazioni prive di riconoscimento, con gli inconvenienti che derivano da una così scarna struttura, regolata dal codice civile nel segno di una chiara negligenza del fenomeno, ma anche con i vantaggi che ne risultano in termini di effettiva libertà.

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