La figura del capo

Chi lavora in ufficio ne parla con un misto di rispetto, ammirazione e disprezzo. È la mitologica figura del capo. Il fatto che ci sia ovunque un capo o che tenda comunque a crearsi ci fa interrogare perché. A livello antropologico è uno dei concetti più generici di cui si fa uso, perché designa una serie molto ampia di figura in un’enorme varietà di situazioni culturali. Inoltre sono troppo numerosi i criteri medianti cui si potrebbero categorizzare le diverse figure di capo per pensare di proporne una qualche tipologia sistematica. L’approccio più semplice e proficuo sembra essere quello che tiene conto dei vari livelli di sviluppo dell’organizzazione politica o lavorativa e cerca di cogliere in riferimento a tali livelli la natura e la funzione dei vari tipi di capo.

Nelle situazioni di minore sviluppo, addirittura di assenza, esistono da sempre figure di riferimento che fungono da capo. Elaborano decisioni, mandano avanti le funzionalità di un corpo, decidono cosa sia meglio per sé stessi e per gli altri. Un capo in genere viene accettato per due qualità: la prima è quella di prendere iniziative, la seconda è di concretizzare queste iniziative in un interesse comune per il gruppo. L’uomo tende a comportarsi esattamente come gli altri animali sociali, anzi maggiore è l’organizzazione, più necessaria sarà la funzione del capo o del leader. Un’organizzazione politica o lavorativa complessa ne avrà sempre bisogno. La funzione di capo deriva dalle responsabilità che gli vengono affidate o che si arroga, anche di propria spontanea volontà. Prendiamo il caso del presidente del consiglio di amministrazione di una grande società di capitali: egli è messo a capo di un gruppo di persone con interessi vasti, tangibili, che esprimono un potere. I vari gruppi di potere – ad esempio gli azionisti – hanno un interesse comune a trovare una persone che si prenda delle responsabilità e guidi l’azienda verso traguardi che portino benefici a tutti. Esso però potrebbe cadere in disgrazia ed essere sostituito quando il gruppo che lo ha sostenuto non è più soddisfatto del suo operato.

In ufficio accade lo stesso: il capo è messo nella sua posizione per mandare avanti un gruppo di lavoratori adibiti a particolari mansioni. Egli è una figura che si articola in un particolare sistema di delega e di rappresentanza, che normalmente vengono rispettate perché provengono da un sistema gerarchico superiore o riconosciuto come tale. Questo sistema può essere determinato dal rapporto economico esistente tra le parti e regolato da particolare norme. La vera domanda è: c’è sempre necessità di un capo? Osservando l’organizzazione della società umana la risposta è per forza positiva, anche se le società più complesse, stratificandosi fanno della cooperazione tra gruppi reali di interesse l’asse portante del loro funzionamento.

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