La stampante 3D: un futuro più che prossimo

Per settimane, diciamo pure mesi, le stampanti 3D sono state nella bocca di tutti, merito forse anche di Beppe Grillo che le ha indicate, esagerando non poco, come una sorta di panacea moderna ai mali della produzione in seria, che genera sfruttamento. Ma è davvero così? Davvero le stampanti 3D possono consentirci di produrre in casa oggetti e strumenti a un costo contenuto, utili e sicuri come quelli prodotti nelle fabbriche. Intanto, per dire, proprio in questi giorni l’Airbus ha creato un proprio aereo con stampante 3D allo scopo di testare la tecnologia per costruire componenti meno costosi e rendere i voli sempre più appetibili nel futuro. Il velivolo è privo di oblò ma vola perfettamente (è stato chiamato Thor) e pesa appena 21 chili. L’aereo è stato fabbricato con materiale plastico completamente in 3D eccetto le parti elettriche che servono per l’aviazione. Per Airbus si è trattato di una dimostrazione circa le potenzialità della tecnologia 3D: “se possiamo velocizzare i processi produttivi utilizzando dei modelli stampati in 3D anche per un intero sistema, ci saranno voli meno costosi”.

L’aereo vola senza pilota, sostanzialmente come fa un drone, però è un segnale di quello che può fare la tecnologia. Sia Boeing, sia Airbus utilizzano parti in 3D per aerei come il modernissimo A350 e il B787 Dreamliner.

Nonostante si chiami stampante, la 3D non ha nulla a che fare con le tradizionali stampanti a getto di inchiostro. Alla lontana il procedimento di stampa sembra lo stesso: vai sul computer, apri un file e clicchi “stampa”. Ma le differenze sono abissali: a parte quella relativa al fatto che la stampante tradizionale stampa su foglio, la scienza e la tecnologia della stampante 3D mette insieme delle conoscenze sulla chimica dei materiali che vanno molto al di là dei comandi informatici che innescano il processo. Si è iniziato a parlare di queste stampanti già a metà degli anni Ottanta, quando un tecnico americano inventò un processo noto come “produzione di immagini in solido”. Il suo lavoro è alla base di ciò che vediamo oggi. Le stampanti 3D utilizzano un classico programma CAD (design assistito via computer) alla base della progettazione industriale odierna, oppure un software di animazione e design di oggetti. Con la stampante 3D si stanno realizzando oggetti semplici come giocattoli, o molto complicati come parti di protesi da inserire nel corpo umano e appunto componentistica per aeroplani. Il meccanismo di stampa procede per aggiunta di livelli attraverso la composizione di un oggetto, costruito a partire da filamenti di materiale plastico modellato sul programma di grafica. La vera sfida tecnologica non è tanto nei materiali, esistono stampanti 3d in grado di fondere del metallo in polvere e stampare parti metalliche, quanto nella velocizzazione del processo dal momento che per stampare un oggetto, dipende dalla complessità e dalla dimensione, possono servire da ore a giorni. Va detto che il futuro è dalla parte delle stampanti 3D: le applicazioni campo medico e industriale sono infinite e non sono state ancora tutte scoperte. Persino l’industria avanzata, come quella aerospaziale, sta guardando alla stampa 3D per risparmiare e consentire di stampare al momento ciò che potrebbe servire durante una missione spaziale.

Condividi:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.