L’adozione: tematiche e problemi

L’adozione è il processo attraverso il quale una o più persone si assume la responsabilità di crescere un figlio. Normalmente la legislazione prevede che ci sia un rapporto prestabilito affinché una coppia possa adottare un bambino, e questo lo si fa per dare a quest’ultimo le migliori chance possibili di crescere bene. In poche culture l’adozione ha un connotato religioso, mentre nella maggior parte delle nazioni, essa è regolata civilmente dallo stato e dalle leggi, attraverso dei cardini ben definiti.

L’adozione normalmente è un complesso processo fatto a tappe, ma ha conosciuto un successo storico molto rilevante. Per esempio, nei paesi ad alto indice di sviluppo come il nostro, oltre alle richieste ufficiali di adozione, ci sono anche delle forme “non riconosciute” che si sostituiscono alla normale famiglia. Ad esempio, una madre separata che vive dai propri genitori con un figlio, si può dire che questo sia stato adottato anche dai nonni. Ciò che conta, al di là della forma, è la sostanza. L’adozione non è semplice comunque. Spesso le cronache ci riportano di disagi in famiglia, differenze di comportamento verso il figlio adottato, con trattamenti non egalitari entro il nucleo familiare. Queste problematiche spesso presenti sono spesso smussate da incontri preparatori con gli assistenti sociali, ma certamente quando l’adozione incrocia problematiche culturali, razziali, religiose (come nel caso della complicata adozione internazionale) le spine aumentano. Di sicuro l’adozione rimane il miglior modo per risolvere il problema dei bambini orfani, spesso travolti da eventi più grandi di loro.

L’adozione ha una lunga storia. Chi ha pratica della storia romana non può non avere in mente questo sistema, che spesso veniva utilizzato per preservare il patrimonio, superare problemi di sterilità o mancanza di figli ovvero associare famiglie rilevanti alla propria. Un caso molto noto è quello di Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano. L’adozione era un sistema così riconosciuto e “normale” che egli veniva giustamente considerato figlio di Giulio Cesare, che lo aveva adottato per testamento. Da quel momento in poi Ottavio si chiamerà esattamente come lo zio ora diventato padre. L’adozione è comunque andata oltre il diritto romano, rappresentando un’importante alternativa alla paternità naturale. Soprattutto divenne un modo per crescere i figli all’interno di una cultura, al di là dei legami biologici. Oggi, con i flussi migratori che stanno esplodendo, si assiste ai fenomeni già visti negli Stati Uniti all’inizio del ‘900: arrivano spesso bambini orfani che non possono essere rispediti indietro e che vengono ovviamente inseriti in liste particolari.

In Italia, molte coppie lamentano l’eccesso di burocrazia e la difficoltà di poter adottare dei figli, con una richiesta di circa un centinaio all’anno. Le associazioni di settore lamentano l’assenza di una vera e propria banca dati nazionale, che colleghi il Tribunale dei Minori, i bambini adottabili e le coppie desiderose di costruire una famiglia completa. Ulteriori problematiche vengono sollevate riguardo alle adozioni entro le coppie omosessuali o per i singoli, per i quali la legge non prevede attualmente un riconoscimento. I sostenitori dei diritti LGBT dicono che non risulta alcun dato scientifico circa la pericolosità di far crescere un figlio all’interno di una coppia dello stesso sesso, ma rimangono profonde fratture culturali. Per l’adozione internazionale si lamentano i tempi troppo lunghi (fino a 4 anni) e la non compatibilità tra coppie e adottanti resa complicata dai costi molto elevati.

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