Il lavoro del dietologo

Le diete sono al picco del successo: autentici bestseller come la “Dieta Dukan” e il digiuno intermittente promettono miracoli, a volte riconosciuti dalla scienza, altre volte clamorosamente smentiti. Di sicuro c’è un sacco di marketing alle spalle: milioni di copie di libri, corsi in DVD che vengono venduti a persone desiderose di perdere peso per stare meglio e sentirsi a proprio agio con il corpo.

Cosa fa esattamente un dietologo e cosa studia.
La dietetica è una scienza che si occupa del complesso degli alimenti, solidi e liquidi, che fanno parte delle nostre abitudini quotidiane. Lo scopo di questa branca della medicina, che in generale assomma specialisti di campi più specifici, è quello di indicare le linee guida di una corretta alimentazione in particolari condizioni fisiologiche e psichiche, spesso identificando dei modelli da applicare su larga scala.

La dietetica è una scienza vera e propria perché agisce con esperimenti in cui è possibile identificare un gruppo di controllo, registrare dei risultati e sottoporli al vaglio della comunità scientifica.

Il lavoro del dietologo parte dal fatto che l’essere umano ha necessità di nutrirsi per crescere, svilupparsi sessualmente, riprodursi e allevare i propri figli. La vita ai minimi termini è sostanzialmente questa e quindi l’uomo ha la necessità di avere una dieta equilibrata per permettere che si raggiungano in modo ottimale tutte queste funzionalità.

La dieta è quindi composta da elementi i cui nomi si ripetono nei testi specialistici e negli articoli su internet, e spesso vengono confusi.

Anzitutto parliamo dei glicidi, cioè dei carboidrati, che vengono considerati fondamentali in quanto secondo i dietologi devono apportare più della metà dell’introito calorico giornaliero. Essi rappresentano la forma di nutrizione più funzionale ed economica allo stesso tempo e non è un caso che le farine e il pane siano conosciuti dagli albori della civiltà. Hanno anche il vantaggio di essere immediatamente disponibile per le principali funzioni del nostro corpo. Senza carboidrati si sta molto male, poco ma sicuro.

I grassi o lipidi vengono spesso messi nel banco degli imputati, perché in fondo giocano un ruolo di riserva, di stoccaggio dell’energia, che possiamo utilizzare in momenti di magra. Quando si eliminano o diminuiscono i carboidrati dalle diete, l’effetto immediato è il dimagrimento (a meno che non si esageri con le proteine, che sono responsabili dell’ingrassamento allo stesso modo). In pratica dimagrire equivale spesso fare ricorso alle riserve di grassi (trigliceridi e neutri, nel tessuto adiposo).

I protidi o le proteine in una alimentazione equilibrata, secondo la scienza dietetica, non dovrebbero mai superare il 20% della quota calorica quotidiana, sono particolarmente importanti per la presenza di amminoacidi fondamentali ai fini della crescita. Quindi nelle prime fasi dello sviluppo giocano un ruolo essenziale per raggiungere la maturità. Anche i protidi quando si digiuna, vengono convertiti in zuccheri e grassi per essere utilizzati.

L’acqua è essenziale per la vita dal momento che il nostro corpo è perlopiù formato da questa, non apporta calorie, ma è utilizzata in tutti gli scambi di sostanza tra cellule e liquidi extracellulari. L’acqua va continuamente apportata, quando si dice che servono due litri al giorno di approvvigionamento esterno si comprende anche la quota contenuta ad esempio nelle verdure o nelle preparazioni, in quanto tendiamo a espellerla come materiale di scarto dei processi cellulari e digestivi.

Infine le vitamine, i minerali e gli elettroliti: questi ultimi sono fondamentali per svolgere alcune funzioni organiche. Le vitamine agiscono come precursori di pro-enzimi e sono fondamentali per l’apporto calorico definitivo e la salute in generale.

Insomma, la dietetica è una scienza molto interessante, una scienza del futuro, che chi si iscrive e passa l’esame di medicina dovrebbe considerare come specializzazione, considerando il tasso di obesità e di malattie tumorali presenti nella società occidentale, quasi tutte ascrivibili a una nutrizione sbagliata.

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