Giuliano Poletti

Lavoro: diminuiscono gli inattivi, aumentano i disoccupati

Dati sempre costanti dal mondo del lavoro in Italia. Il Governo e le istituzioni europee continuano a parlare di crescita, lenta ma presente; secondo Renzi il Jobs Act ha funzionato, ma i numeri sono contrastanti.

Di buono c’è che più italiani adesso stanno cercando il lavoro. Un dato veramente triste e in qualche modo drammatico, tanto da essere considerato una sorta di piaga generazionale, era quello che vedeva i giovani che non studiavano né cercavano un lavoro. Cioè i cosiddetti “inattivi”. La disoccupazione pertanto cresce, ma per effetto del fatto che è finito l’effetto-scoraggiamento e quindi più persone appartenenti a questa fascia sostanzialmente si è segnata come “disoccupata” quindi in cerca di nuovo lavoro.

Per l’ISTAT i disoccupati sono il 2% in più rispetto alla positiva rilevazione di luglio e agosto, ma appunto questo dato non cresce nella fascia 15-24 anni, quella più colpita dalla disoccupazione cronica. Gli inattivi per l’ISTAT sono scesi di 127.000 unità, il che spiega l’aumento del dato generale della disoccupazione. Anche se la crescita del tasso reale di occupazione è molto lenta e preoccupa.

Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti il dato da rimarcare è che rispetto al febbraio 2014, data di giuramento del nuovo governo di cui fa parte, gli occupati sono cresciuti di 656 mila unità. In Europa la disoccupazione rimane stabile al 10% nell’Eurozona, a 8,5% comprendendo tutti i paesi dell’Unione (in calo rispetto al differenziale dello scorso anno).

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