Le caratteristiche del lavoro dipendente

I problemi che riguardano il rapporto di lavoro – come dimostrano le polemiche relative al Jobs Act – sono talmente importanti e complessi, in questa società, che rendono particolarmente difficile una rapida sintesi qui a livello di trattazione via sito. In questa sede possiamo limitarci ad accennare sommariamente quali sono i principi fondamentali della materia, facendo un rinvio ad alcune risorse online più interessanti, tenendo conto dell’incalzare delle vicende sociali. Il lavoro subordinato non è fenomeno esclusivo del mondo dell’impresa: un datore di lavoro può essere anche colui che non è imprenditore, come nel caso della domestica presso un privato, di una segretaria alle dipendenze di un medico. Tuttavia, data la molteplicità e la diffusione del fenomeno, che la disciplina del lavoro prestato presso un’altra persona, fisica o giuridica, quasi sempre ricada nella realtà nel mondo dell’imprenditoria, nella disciplina di impresa. Tanto nella realtà, quanto nelle leggi.

Il rapporto di lavoro subordinato

Il rapporto di lavoro dipendente viene qualificato attraverso il meccanismo della subordinazione del lavoratore al datore di lavoro, nel senso che il lavoratore mette a disposizione del datore le sue capacità, le sue competenze al servizio del datore, il quale ha potere di decidere come organizzare il lavoro, quale mansione affidargli e quale retribuzione gli spetta. È dunque un rapporto in qualche modo gerarchico, dove la posizione principale spetta all’imprenditore, in ordine alle vicende della fattispecie contrattuale, vincolato in ciò da tutte le leggi sindacali e costituzionali che favoriscono e promuovono la libertà del subordinato. Nel lavoro autonomo invece, lo dice proprio il nome, anche quando l’autonomia del lavoratore è ridotta, manca il rapporto di dipendenza rispetto al committente. Il modello gerarchico presuppone che, in termini sostanziali, il vincolo di subordinazione si attenuti man mano che si accorci la distanza tra imprenditore e subordinato. Un amministratore delegato è pur sempre un dipendente di una società, ma ricevendo le deleghe per amministrare avrà molta pi autonomia di un operaio, nonostante ci sia il medesimo rapporto di subordinazione e dipendenza. In pratica i massimi dirigenti di un’azienda hanno sufficiente autonomia per muoversi liberamente, nei limiti delle linee guida impartite dall’imprenditore, che spesso in quanto datore di lavoro, non è una persona fisica, ma una persona giuridica, o un esponente di un consiglio di amministrazione o di un’assemblea dei soci.

La subordinazione

Il concetto di subordinazione, per questo motivo, non indica tanto un rapporto di tipo contrattuale, ma evidenza il carattere di vera e propria dipendenza, che nel corso dei secoli ha caratterizzato le lotte sindacali. Il lavoratore, in sintesi, accetta di porsi a disposizione del suo datore di lavoro, in posizione subordinata, minore dunque, ottenendo le garanzie di una giusta retribuzione, di un trattamento equo volto ad assicurare a questi e alla sua famiglia – secondo il dettato costituzionale – un’esistenza libera e dignitosa.

Condividi:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.