Le peggiori carriere lavorative del presente

Ogni anno riviste come Fortune elaborano i peggiori lavori, studiando i flussi statistici e analizzando i cambiamenti nell’economia reale. La lista dei lavori che non promettono affatto bene trova un facile richiamo nei titoli dei giornali: ondate di scioperi, proteste, innovazioni pericolose. In genere i lavoratori appartenenti a una professione in decadenza rispondono con scioperi, tumulti, richieste di aiuto e sovvenzioni da parte dello stato.

L’elenco dei lavori da non fare

Taxista – travolti dalle iniziative private come Uber i taxisti faticano a trovare il loro posto nel sistema moderno di economia condivisa. In italia la situazione è peggiore a causa delle forte protezioni politiche che hanno fatto di questa categoria una sorta di oligopolio, con licenze contingentate, servizi rivedibili e tariffe stellari.

Postino – un tempo in Italia un impiego alle Poste era il sogno, ma con la privatizzazione in atto e soprattutto l’avvento delle mail e delle spedizioni online, tutto si è trasformato. La maggior parte delle lettere viene inviata per mail (con la certificata), via telematica è possibile fare le raccomandate con ricevuta di ritorno, i pacchi vengono spediti via web da corriere nel giro di 24-48 ore. Insomma, il postino ha smesso di suonare alla porta.

Pompiere – le leggi sulla sicurezza, le norme edilizie, l’introduzione e l’uso di materiale ignifughi rende il rischio di incendio in città molto meno probabile. Nelle abitazioni oramai si costruiscono dei sistemi di contenimento e il ruolo dei vigili del fuoco, comunque sempre preziosi, è relegato a operazioni di estrema pericolosità e protezione civile negli agglomerati urbani.

Giornalista – che l’editoria tradizionale sia stata messa in crisi da Google e dai nuovi media non c’è dubbio. E’ un trend che va di pari passo con lo sconvolgimento della pubblicità tradizionale. La salvezza può essere data da dispositivi portatili come iPad e simili, ma nulla impedisce di trovare gratis ciò che prima si faceva pagare. La conseguenza? Anche giornali tradizionali a diffusione nazionale offrono una miseria per un pezzo per il quale non appongono nemmeno la firma dell’autore. Il giornalismo è diventato un affare tra le agenzie di stampa e per quei giornali che vivono ancora grazie all’autorevolezza delle loro opinioni. Per i fatti e gli eventi mondiali c’è la diretta permanente permessa dai mezzi moderni.

Foto reporter – come il giornalista anche questa particolare professione è in crisi, i prezzi sono calati e si fatica a imporsi al di fuori dello stretto circolo delle grandi agenzie.

Professione militare – la carriera militare è sempre prestigiosa, ma i taglia alla difesa, che colpiscono tutti i governi dell’Europa e dei paesi occidentali, riduce le possibilità di impiego con numeri sempre più ridotti. In compenso le missioni non mancano, aumentando la pericolosità del lavoro.

Come si può facilmente notare queste professioni risentono delle innovazioni tecnologiche che ormai da dieci quindici anni hanno dato luogo all’economia digitale, da motivi politici e di budget e dal riflesso della crisi che ha costretto i paesi più avanzati a rinunciare a dei servizi e rivedere la spesa pubblica. Naturalmente, per converso, sono nate molte professioni digitali legate ai servizi via internet, che non comprendono solo l’intrattenimento, ma anche una serie di professioni legate alla fornitura di servizi digitalizzati.

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