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Le tecniche di inbound marketing per aumentare i clienti

Pubblicato il da in Web

Il mondo di internet non è solo social network e vanità, lo sanno bene le aziende. Essere presenti e visibili sul web consente alle aziende di racimolare clienti, farsi conoscere, dare nuovo lustro ai prodotti e raggiungere fette di pubblico che si possono trasformare in opportunità. Il web marketing è un termine generico che comprende tutte le operazioni di marketing digitale, cioè di quella marca del marketing contemporaneo che sfrutta i canali offerti dalla rete per raggiungere pubblico.

Come sappiamo bene, l’assunto della pubblicità è che laddove vi siano persone si può presentare loro un prodotto. Le tecniche più avanzate comunque non si limitano a questo: bisogna stimolare la domanda, fare pressioni psicologiche sottili al potenziale consumatore. E online accade proprio lo stesso. Trasformare il traffico in potenziali clienti non è facile, ma nemmeno costruirlo e semplice. Il web marketing è quindi una definizione spugnosa. Non a caso aziende come YourTarget parlano di inbound marketing, quando si riferiscono alle tecniche per costruire traffico e trasformarlo in potenziali clienti.

Quali sono le principali attività di inbound marketing?

Il cliente va conquistato, pertanto bisogna dargli qualcosa di concreto in mano e mostrarsi generosi. Ad esempio dandogli l’impressione che ci prendiamo cura di lui, confezionando una guida come un corso di SEO per principianti, oppure “come non fare errori sui social”. Le guide sono molto apprezzate perché innanzitutto stabiliscono un ponte emotivo col potenziale contatto. Egli arriva sul nostro sito in cerca di informazioni e noi gliele diamo. La guida dev’essere scritta bene, non essere lunga e trattare temi in linea con l’argomento del nostro sito. Una guida che non ha nulla a che vedere con l’argomento di cui tratta il sito, rischia solo di disorientare l’utente. Lo scopo della guida è quello di ottenere la fiducia con l’utente, raccogliere il suo indirizzo mail e non disperderlo. Secondo quanto illustrato dal noto psicologo sociale Robert Cialdini, la pressione psicologica indotta dalla reciprocità spingerà l’utente che ha ricevuto qualcosa di gratuito, in qualche modo a ricambiare il favore, mettendolo nella predisposizione adatta per accettare delle offerte commerciali tematiche (pensiamo alla formula della “prova campione”, escogitata per lo stesso motivo).

Posiziona il tuo sito su Google

Fare SEO e posizionamento: è molto importante fare SEO, anzi si può dire che non esista inbound marketing senza SEO. Grazie all’ottimizzazione per i motori di ricerca, possiamo escogitate il modo di posizionarci per alcune parole chiave. Non è necessario che siano parole chiave con un traffico rilevante, conta che esse coincidano con la nicchia della quale ci occupiamo. Non bisogna tentare di posizionarsi per un numero illimitato, né provare a fare contenuti per centinaia di esse, sarebbe solo una inutile perdita di tempo.

Concentriamo la nostra attenzione su poche keyword, proviamo a posizionarle in alto sul motore di ricerca GOOGLE, cercando di coprire se non altro le variazioni semantiche, in modo da non lasciare nulla di intentato. Produciamo contenuti rilevanti nel tempo e effettuiamo dei test che ci consentano di capire se la keyword è remunerativa, oppure fa perdere tempo. Ricordiamoci che non tutte le parole chiavi nascondono al loro interno un intento commerciale, quindi fare degli esperimenti continui, verificare i risultati attraverso un sistema di tracciamento credibile, aiuta a migliorare la performance.

Costruire un blog per produrre contenuti di qualità

Costruire un buon blog grazie a contenuti rilevanti è fondamentale. In fondo unisce la praticità della guida con la necessitò del posizionamento. Nel blog possiamo costruire contenuti virali e diffonderli in rete, sfruttando meglio i canali social che sono diventati negli anni un buon viatico per aumentare il traffico. Costruire un pubblico affidabile, una audience ben predisposta e scremata secondo le intenzioni di acquisto è indispensabile, perché a questa audience poi potremmo vendere i nostri prodotti, che nel tempo possono variare. La prima volta è una guida, ma poi possiamo presentare dei webinar (dei seminari online), dei video corsi, dei tutorial.

Profilare l’utente dall’inizio alla fine

Quel che alla fine rileva è la partecipazione dell’utente e il suo coinvolgimento: lo abbiamo preso all’inizio del percorso che non sapevamo chi fosse. Alla fine, quando gli vendiamo tutti i nostri prodotti, che egli acquista volontariamente sulla base della fiducia che si è creata tra noi (in sostanza non gli vendiamo fuffa e lui lo sa) noi sappiamo esattamente chi è. Abbiamo creato un profilo che può essere riprodotto su più ampia scala, ottenendo i risultati che l’inbound marketing, all’inizio, aveva promesso.

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