Le teorie economiche prevalenti

Anche durante questa tornata elettorale, seppure con minor frequenza, abbiamo sentito rievocare termini come “democrazia liberale”, “socialismo”, “riformismo”, “pensiero di destra e conservatorismo”, “pensiero liberal” e “populismo”. Possiamo provare a fare chiarezza su questi termini, mettendo finalmente i puntini sulle i.

Socialismo e pensiero di sinistra radicale

Bernie Sanders, lo sfidante principale di Hillary Clinton, è stato marchiato a fuoco con il termine “socialismo”, che negli Stati Uniti più o meno suona come un’ingiuria grave. Il socialismo occidentale è una forma corretta di comunismo annacquato e viene spesso definita anche come “socialdemocrazia”. Il pensiero social-democratico è quello cui si richiama vagamente il nostro Partito Democratico italiano e in misura molto meno accentuata il Partito Democratico americano di Obama e della Clinton.

Socialdemocrazia

La socialdemocrazia prevede un pensiero riformista basato su profonde riforme del mondo del lavoro e dell’assistenza sociale, con dei correttivi posti alla distribuzione della ricchezza, tassazione progressiva molto alta per le classi più abbienti che sono chiamate a prendersi cura di chi, per vari motivi, non riesce a sostentarsi da sé. In Italia ad esempio il welfare state (sanità più pensioni più assistenza sociale di base dai comuni) sono validi esempi di socialdemocrazia, anche se la tassazione è alta su tutte le classi lavoratrici. In USA si chiama “left wing”.

Il pensiero liberale moderno

Il pensiero liberale è quello che uniforma le democrazie occidentali e non va visto in contrapposizione alla socialdemocrazia. Infatti negli Stati Uniti il pensiero “liberal” è principalmente il pensiero progressista o diremo in Italia di “socialismo liberale”, lo stesso di pensatori come Bobbio per esempio. In Italia il PD vorrebbe interpretare anche questa istanza per cercare di prendere i voti sia del centro moderato, sia di tutta quella parte di elettorato che non si riconosce prettamente nella sinistra tradizionale (o radicale, espressa da altri partiti a sinistra del PD).

Il pensiero liberale classico e il conservatorismo

In Italia si considerano liberali anche i movimenti di centro destra, ma richiamandosi alla corrente del conservatorismo-liberale di matrice anglosassone. Uno sguardo perciò a un accentuato ruolo dello stato in campi come la difesa, la sicurezza della persona. Meno tasse per chi offre lavoro come le imprese, libero mercato e concorrenza ovunque, meno stato nell’economia, riconoscimento dei ruoli tradizionali di istituzioni come la famiglia, il matrimonio e le differenze di sesso.

Il pensiero libertario e anarchico-capitalista

I libertari in Italia sono pochi, in genere rappresentati dal Partito Radicale che di fatto è una costola del socialismo liberale e del partito d’azione. Essi vogliono meno stato ovunque, più liberalizzazioni in economia, ma a differenza dei conservatori-liberali, eliminazione delle tradizionali sacche di potere e di garanzia sulla difesa personale e soprattutto sulla libertà di ciascuno di fare ciò che vuole con la propria vita. Quindi ampie liberalizzazioni in tema di droghe, famiglia, sessualità, armi. In Italia alcuni di questi temi sono appannaggio della sinistra radicale, ma essa è assai differente in economia dal pensiero libertario classico, che negli USA viene identificato con l’Anarco-Capitalismo.

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