Il mestiere delle armi: il contractor o mercenario

Durante la Guerra del Golfo del 2003 tutti quanti siamo venuti a conoscenza del fenomeno dei contractors: soldati specializzati che lavorano in appalto per società private, che prendono i soldi dal paese di riferimento (in questo caso dalla Coalizione guidata dagli USA) per operare in teatri di guerra anche complessi. Il fenomeno dei mercenari è molto antico: si tratta di uomini di guerra che offrono i loro servizi non per spirito patriottico o per obbligo di leva, ma per semplice interesse economico. Si discute sempre della moralità di una simile figura, ma va detto che il fenomeno è antico e che ha dominato la scena nel Medioevo, fino praticamente alla rivoluzione francese e alla riforma napoleonica dell’esercito.

Già nell’antica essi furono molto diffusi nell’Oriente, presso i greci nel periodo precedente le Guerre Persiane, contraddistinto da un forte spirito nazionalista. I famosi 10.000 dell’Anabasi che aiutarono i persiani guidati da Senofonte sono l’esempio più rappresentativo del periodo.

Il miglior esercito dell’antichità, quello romano, non fece mai ricorso a mercenari: l’esercito era formato da semplici cittadini che potevano dimostrare di poter comprare le armi. Ma il contatto con le altre potenze come Cartagine, che usava esclusivamente mercenari, mostrò ai Romani come di tanto in tanto fosse possibile attingere a truppe straniere debitamente pagate. Arruolarono spesso dei reparti di specialisti in determinati territori, anche quando Mario introdusse l’esercito professionale che perdurò fino alla caduta dell’Impero. In questo caso venivano arruolati anche ausiliari barbari, col compito di difendere i confini, tanto che l’esercito nel suo apogeo era un melting-pot culturale straordinario, oltre che una grande macchina bellica.

Nel corso del Medioevo il ricorso ai mercenari in Italia è stato praticamente indispensabile per mantenere regni, ducati, principati, demograficamente troppo deboli per poter rivaleggiare con le grandi potenze. Nacque così il fenomeno dei capitani di ventura che saccheggiarono in lungo e in largo l’Europa, quasi tutti italiani, tra i quali ci fu il nobile Giovanni dalle Bande Nere, esponente di un ramo cadetto della famiglia de’ Medici e imparentato con gli Sforza.

Nell’epoca più moderna i corpi mercenari scomparvero con le introduzioni apportate dagli eserciti nazionali successivi alla Rivoluzione Francese: l’esercito Napoleonico dimostrò la forza del grande esercito nazionale, levato con la coscrizione obbligatoria, fino a raggiungere le 600 mila unità, numeri che non si vedevano dall’Impero Romano (le armate medievali si limitavano a poche migliaia in genere). Il caso più celebre di esercito mercenario moderno è però francese: la Legione Straniera, che ha operato per molti decenni in Africa settentrionale, nelle colonie appartenute alla Francia. Sono presenti truppe mercenarie nei vari conflitti che insanguinano l’Africa e appunto sono tornati di moda con il fenomeno dei contractors. Ma come si può diventare un soldato professionista? Basta cercare sul web, ci sono società specializzate che offrono periodi di training (addestramento), successivamente bisogna proporre la propria candidatura. Non è impossibile insomma, ma bisogna avere dei requisiti fisici al di sopra della media.

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