Olimpiadi: quanto vale e cosa è il bronzo della medaglia

In tempo di medaglia non possiamo non parlare dei metalli delle medaglie, da cosa sono composti e quanta valgano a livello economico. In queste ore si sta discutendo parecchio sui premi date dalle singole federazioni ai medagliati, l’Italia è la seconda per importanza del valore dei premi attribuiti ai vincitori, ma non è questo ciò che ci interessa. Le leghe e i metalli da sempre hanno svolto un ruolo nell’economia mondiale. La loro grande elasticità lavorativa, la facilità o difficoltà di estrazione, hanno giocato un ruolo determinante nella storia, provocando spesso degli avvenimenti storici di ampia portata.

Oggi parliamo del bronzo, che a differenza dell’oro e dell’argento non è un metallo, ma in particolare un gruppo di leghe dal caratteristico colore tipico del rame. In principio la lega del bronzo e formata da rame e stagno, ma oggi viene comunemente accettato come bronzo anche una lega formata per esempio da elementi diversi dallo stagno in cui però lo zinco non abbia un ruolo preponderante, in questo caso sarebbe infatti una lega di ottone. Oggi quindi abbiamo leghe di bronzo all’alluminio, al nichel, al silicio et cetera a seconda dell’elemento cosiddetto alligante.

Il bronzo è comparso in un’epoca storica ben determinata che proprio da esso prende il suo nome, caratterizzata dall’uso di una lega originaria di rame e stagno per fabbricare utensili e armi. Le civiltà sorte tremila o quattromila anni prima di Cristo, hanno impiegato largamente questo materiale altamente lavorabile. Fu la civiltà greca arcaica la prima a farne un uso artistico per la realizzazione di statue molto particolari (come rivelano i famosi Bronzi di Riace) rinvenute tra l’altro anche in civiltà vicine come quella degli Etruschi e soprattutto dei Sardi (i bronzetti).

Nell’alto Medioevo esso fu usato largamente dai bizantini, continuando la tradizione romana, sia nelle loro sculture, sia in elementi decorativi. A Bisanzio ci fu una moda che si diffuse praticamente ovunque e alla fine esso assunse un preciso scopo decorativo.

Come viene utilizzato oggi il bronzo? Il bronzo comunque viene lavorato per varie esigenze e dipende dal contenuto di stagno presente in esso. Ad esempio per le costruzioni meccaniche, come cuscinetti a strisciamento. Viene usato per le famose campane, grazie al suono prodotto da una percentuale di stagno che si avvicina addirittura al 25%. Il bronzo per specchi contiene una rinforzata di zinco non superiore all’1%, con un ottimo colore bianco chiaro, che conferisce agli specchi una lucidità particolare fondamentale negli strumenti scientifici di precisione.

Pe realizzare le statue di bronzo, viene impiegata una lega che contiene anche basse percentuali di zinco e piombo, per are scorrevolezza alle forme e fornire una resistenza ulteriore, anche se essi si corrodono facilmente, assumendo la caratteristica colorazione verdastra. Il piombo viene usato anche per le macchine utensili e le attrezzature da lavoro. Bronzi speciali vengono ricavati unendo berillio, cobalto, alluminio, silicio (ad esempio per le minuterie elettriche), cadmio, nichel e alluminio.

Infine mentre l’oro e l’argento hanno un valore come metallo, per cui l’atleta che le riceve effettivamente ha in mano un controvalore (non sono pochi i casi di ex atleti che in difficoltà economica vendono le loro medaglie preziose), la medaglia di bronzo vale appena 5 euro, quella olimpica in uso a Rio è fatta di rame e zinco. La gloria di conquistare una medaglia olimpica ha comunque un valore sportivo normalmente riconosciuto a livello storico.

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