Perché in Italia le tasse sono alte

L’Italia è un paese che tassa molto i redditi di impresa, le buste paghe dei dipendenti, gli autonomi, praticamente chiunque. Si stima che la nostra tassazione assorba in media il 50% dello stipendio. Come mai le tasse sono così alte? Silvio Berlusconi disse una volta che gli italiani evadevano le tasse perché queste erano troppo alte. È vero che una tassazione elevata è scoraggiante e determina un abbassamento complessivo del gettito fiscale (Curva di Laffer) ma di fronte alla tendenza degli italiani a violare qualsiasi legge, non solo quelle tributarie, un approfondimento è più che dovuto.

Il nostro paese appartiene alla sfera di quei paesi che puntano sul welfare state per ottenere l’equità. Il problema dell’equità sociale si è sempre posto all’attenzione dei governanti, da quando le masse sono entrate in gioco. La legislazione italiana sulle condizioni di lavoro degli operai, ad esempio, prende le mosse dalla sempre maggior importanza raggiunta dalle masse, che si è concretizzata in potere politico e contrattuale. Se gli stati moderni non avessero una legislazione di protezione sociale per le fasce più deboli, rischierebbero molto in termini di tenuta democratica.

Detto questo è ovvio che in Italia ci sono più tasse che altrove, nella media, per un concorso di motivi che andiamo ad elencare:

  • Le tasse devono pagare la sanità e le pensioni. L’Italia è un paese con una rete sociale avanzata. Anche se le pensioni minime sono obiettivamente scandalose e ci sono situazioni di povertà, per quanto possibile lo stato deve farsi carico di queste spese. E chi le paga? Naturalmente tutti coloro che producono reddito e lavoro, cioè le imprese e i loro lavoratori, gli autonomi e i dipendenti di enti pubblici e locali. Chiunque produca lavoro genera un gettito fiscale che viene detratto in busta paga oppure pagato con le annuali dichiarazioni dei redditi. La Sanità italiana, spesso vituperata, in realtà è una delle grandi eccellenze del paese. Per i costi medici e sanitari presso le strutture pubbliche spendiamo veramente poco, il costo di un ticket per prestazioni ed esami che negli USA, per fare un esempio, costano da centinaia a migliaia di dollari. Altre voci importanti sono la Difesa e l’apparato pubblico nel suo complesso (ministeri, dipendenti, strutture, strade, ferrovie, porti et cet).
  • Gli sprechi della Pubblica Amministrazione: va purtroppo detto che un altro grande motivo è dato dagli sprechi. Ci sono enti inutili che costano allo stato decine di miliardi e non solo in stipendi. Ci sono 146 enti che non possono essere controllati dalla Corte dei Conti, che costano decine di miliardi. È l’inferno delle società strumentali.
  • La corruzione: gli italiani sono corruttori e concussi. Non bisogna prendersela con la politica e fare del populismo spicciolo, perché le persone che mandiamo avanti sono lì perché le abbiamo votate. Quindi siamo correi. La corruzione costa 60 miliardi l’anno, secondo alcuni, ma una stima più corretta proposta dal Sole 24 Ore invita ad essere prudenti maneggiando questi dati, meno di 10 miliardi euro. Da cosa si evince? Dalla differenza dei costi negli appalti e dalla percentuale molto bassa di opere completate in tempo. Il costo della corruzione tiene alti i costi della PA e quindi costringe a mantenere alte le aliquote per trovare i fondi.
  • Una classe politica sostanzialmente scarsa: la nostra politica da anni non riesce a sfornare statisti che sappiano guardare al bene comune, anziché all’interesse di parte. E nel futuro la situazione sembra migliorare, dato che la risposta è di tipo populista, persino meno attendibile dei politici che abbiamo avuto finora. Le grandi idee per abbattere le aliquote sono rimaste nei libri dei sogni. Spesso i governi prendono dei provvedimenti per il contingente e mai pensando al futuro.
  • Il debito pubblico elevato è una conseguenza della classe politica sostanzialmente incapace. Abbiamo prodotto assistenzialismo a tutti i livelli, favorito metodologie mafiose, distrutto la meritocrazia. Per cui si è arrivati a un sistema che si tiene in equilibrio solo grazie al fatto che bene o male abbiamo un sistema produttivo che regge. Ma quando questo viene messo in crisi, dobbiamo aspettarci di tutto.
  • L’evasione fiscale molto elevata: una tassazione troppo elevata, vista come iniqua in alcuni casi, perché non stimola affatto la crescita e anzi agisce con spietatezza. L’evasione fiscale però non è da attribuire interamente alle aliquote troppo elevate. Certamente quando c’è la possibilità di evadere, le tasse sono così alte che si misura subito la convenienza: è meglio scommettere di non essere mai beccati, che pagare quanto dovuto se questa cifra sembra spropositata. Anche perché lo Stato, dal punto di di vista della serietà delle pene, è poco affidabile. In realtà gli italiani non sanno cosa sia il bene comune e tendono a violare tantissime leggi. Il che non fa altro che peggiorare la situazione.

Soluzioni? Nessuno ha in mano la formula magica, spesso si naviga a vista. Molte delle proposte fatte sono semplicemente irrealizzabili, da libro delle promesse. Una svolta potrebbe essere quella di abbassare drasticamente le aliquote per le imprese e ridurre sensibilmente il cuneo fiscale, aumentando drasticamente la severità delle pene e prevedendo la pena carceraria. Negli Stati Uniti le tasse sono molto più basse che altrove, ma le pene per il mancato pagamento delle tasse sono molto più dure. Per far ciò occorre però una semplificazione normativa nelle procedure e negli adempimenti (anche per i commercialisti) che non sembra esserci all’orizzonte.

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