Perché paghiamo le tasse

Ogni anno, puntuale, arriva il momento della dichiarazione dei redditi normalmente fissata per giugno (con la canonica proroga fino a luglio). Le tasse in Italia sono un problema da due punti di vista: non vengono pagate come dovrebbero essere, soprattutto sono molto alte e colpiscono in maniera autolesionistica chi lavora e produce. In Italia, come nella maggior parte dei paesi,si distingue tra tasse nazionali e tasse locali, o meglio tra imposte dirette e imposte indirette. La differenza è basilare. Le imposte dirette riguardano il patrimonio e la ricchezza personale di ciascun individuo. Se per esempio ho una tassa fissa del 30% su quello che produco, avendo prodotto 10 dovrò pagare 3 indipendentemente da altri fattori. In Italia le imposte dirette sono conosciute con degli acronimi come l’imposta sulle persone fisiche (IRPEF) la tassa principale del nostro paese, poi c’è l’IRES che riguarda il reddito delle società, la famigerata IRAP che è una tassa regionale sulle attività produttive e l’IMU, che è l’imposta municipale. Come abbiamo capito, la determinazione del tasso da pagare (aliquota) in alcune imposte è riservato allo stato, in altri casi alle regioni.

Il motivo per cui paghiamo le tasse potrebbe non essere conosciuto a tutti. Le tasse sono state sempre levate, richieste, dai regnanti ai sudditi fin dai tempi molto antichi. La loro riscossione era fondamentale per due motivi: pagare l’esercito e le guardie della casa regnante, mantenere questa, assicurare dei servizi e difendere la collettività. Fanno parte – insomma – di quelle che vengono definiti patti sociali tra cittadino e regnante, attraverso i quali si esplica l’azione di governo e la fruizione dei servizi pubblici. Gli antichi romani avevano fatto così tante conquiste, che per assicurarsi il pagamento delle imposte, appaltavano il servizio di riscossione ad agenti privati (publicani). A un certo punto l’intera penisola italiana fu esentata dal pagamento delle imposte, che invece erano molto gravose nelle province dell’impero.

Con le tasse il nostro paese assicura una serie di servizi pubblici, i più importanti sono, per importanza della spesa, i costi sanitari, i costi della pubblica istruzioni, quelli della sicurezza e della difesa, nonchè degli apparati pubblici. Ma con le tasse paghiamo anche la difesa delle aree protette, come i parchi e le riserve marine, nonché l’amministrazione della giustizia. Tutti i dipendenti pubblici sono pagati dalle tasse. Esse sostentano sia le amministrazioni locali, che quelle centrali. Il pagamento delle imposte oggi è totalmente informatico: i dipendenti pubblici e privati vengono assolti dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto il datore di lavoro, sia esso pubblico o privato, svolge attività di sostituto di imposta, si sostituisce cioè al dipendente, dichiarando quanto ha guadagnato al posto suo. Professionisti, artigiani, imprese, cooperative devono dichiarare i redditi e lo fanno avvalendosi di professionisti abilitati come i commercialisti, i consulenti del lavoro, i tributaristi nonché i centri di assistenza fiscale (CAF). La legge consente la presentazione della dichiarazione anche di persona, utilizzando gli strumenti informatici messi a disposizione dal sito dell’Agenzia delle Entrate, l’organismo deputato dallo stato a raccogliere le dichiarazioni e verificarne l’autenticità. Tecnicamente le tasse si pagano attraverso la compilazione di moduli presso le banche, oggi in via telematica, noti come modelli F24.

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