Quali sono i vantaggi dell’Unione Europea

Quando si parla a sproposito dell’Unione Europea, con tutti i no euro con la bava alla bocca, si fa finta di non ricordare cosa comporti, per l’Italia, paese fondatore, l’appartenenza a questa organizzazione internazionale.

I vantaggi principali vanno visti su due piani: quello storico e quello della vita di tutti i giorni. Sul piano storico, se analizzassimo l’ultimo scorcio di storia europea da una prospettiva distante di anni, se non decenni, non potremmo fare a meno di notare che l’Unione Europea è stato un forte elemento stabilizzatore di pace. Ha consentito la crescita economica, certo in tempi diversi, e soprattutto assicurato prosperità e tranquillità a tutte le generazioni uscite stremate dalla guerra. Da Napoleone a Hitler fondamentalmente si è combattuto sul suolo d’Europa, quasi sempre coinvolgendo Francia, Germania e Italia, cioè i tre paesi cuore della tradizione europea. In mezzo ci sono finiti i paesi satelliti o comunque degli stati che man mano hanno avuto un ruolo nello scacchiere. È importante notare che tra questi paesi non ci sono stati più conflitti, mentre l’unico grande conflitto armato in Europa è avvenuto in Yugoslavia, nei paesi che la componevano, negli anni Novanta. È significativo sottolineare che questi paesi non appartenessero alla comunità europea allora.

I vantaggi poi ci sono stati sul piano economico: si è creata una unione doganale che consente la libera circolazione di persone e merci attraverso le frontiere europee, senza alcun pagamento di dazio. Il mercato unico ha fatto naturalmente da cemento per la creazione di una economia tutto sommato sana, fatta di servizi e prodotti, in piccola e larga scala. Le aziende si sono dovute attrezzare: hanno sofferto la concorrenza interna, ma hanno anche avuto enormi possibilità di sviluppo.

Dal punto di vista del lavoro, la UE ha tutelato forme sempre più protettive nei confronti del lavoro, ha legiferato in tema di concorrenza, diritti personali, diritti civili, consentendo a chiunque di sentirsi veramente un cittadino europeo, con dei diritti in più che si riverberano nella vita quotidiana. I consumatori sono tutelati più che mai. Le aziende con la moneta unica non soffrono delle svalutazioni tipiche della moneta, che essendo forte genera maggior sicurezza nel medio lungo periodo.

Le critiche all’Unione si basano in parte sull’euro e sulla rigidità economica, che anche secondo il presidente del consiglio italiano, favorirebbe il principale paese esportatore: la Germania. Va detto che però l’Italia è il secondo paese esportatore e la seconda economia manifatturiera. Lasciando perdere l’ultimo decennio o forse quindicennio, se l’Italia avesse avuto una gestione meno disinvolta del proprio bilancio, negli anni Ottanta e Novanta (meno spesa pubblica, meno sprechi, meno corruzione, più efficienza e giustizia sociale), probabilmente oggi sarebbe un paese leader, non solo un paese che sbraita. In quanto all’euro: è vero che fin dal principio è stato ideato per non danneggiare le economiche che giravano sul marco tedesco, ma la lira a quel punto era una moneta debole, che non poteva garantirci nulla contro le speculazioni sul nostro debito sovrano. Se l’Italia non è caduta vittima della speculazione, negli anni scorsi, quando lo spread era alle stelle, come nel 1992, lo si deve proprio al fatto che ha l’euro.

Certo, appartenere all’UE e non avere una moneta nazionale significa cedere molta sovranità, ma gli egoismi nazionali sono alla base delle ultime guerre europee, le più violente, che hanno ridotto in cumuli di macerie le nostre città e seminato milioni di morti sul suolo del continente.

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