Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo

Una dei fattori che determinano la posizione economica di un paese, soprattutto a livello europeo, è il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Questo rapporto viene normalmente espresso attraverso una percentuale e funge da indicatore economico sia dello stato di solvibilità di un paese, sia della sua capacità di produrre vera ricchezza. Minore è questa percentuale, maggiore è la salute economica di un paese. Mentre un dato maggiore potrebbe rappresentare una problematica presente o futura, che si ripercuote sullo stato di fiducia che hanno gli investitori istituzionale circa la solvibilità di quel paese.

Il prodotto interno lordo è una misuratore che tiene conto di tutta la produzione nazionale, è insomma la sommatoria di ciò che viene prodotto nell’arco di un anno dagli operatori economici presenti nel territorio nazionale, al netto dei consumi, in sostanza ill fatturato netto della produzione. La ricchezza creata da un paese viene normalmente considerata sul fatturato, ma spesso viene calcolata una percentuale di sommerso. Le formule di determinazione del PIL possono essere valide, ma tutte tenderanno a dare un risultato piuttosto attendibile sullo stato dell’economia di un paese. L’Italia, ad esempio, nel corso degli anni ha raggiunto livelli di ricchezza molto elevati, di produzione della ricchezza (perché poi bisogna anche vedere dove e come viene prodotta). A metà degli anni Ottanta e fino agli Novanta l’Italia è riuscita a raggiungere la quinta posizione nel mondo, un miracolo considerando lo stato di degrado e di povertà successiva alla seconda guerra mondiale.

Il debito pubblico invece far riferimento a tutto il denaro dovuto da un paese, inteso come istituzione, verso altri soggetti, che possono essere i suoi stessi cittadini, altri governi o istituzioni finanziarie. La percentuale però non rappresenta il tasso di interesse con il quale un paese onora il proprio debito. Quando fu creata l’Eurozona, cioè l’area geografica interna all’Unione Europea, nella quale circolava l’Euro, le parti contraenti decisero che per entrare nell’EURO dovesse essere rispettata la misura del 60% del rapporto tra debito pubblico lordo e PIL (i cd. parametri di Maastricht per i quali il Governo Prodi richiese il pagamento speciale di un’eurotassa).

In ogni caso, a ogni finanziaria oggi chiamata Legge di Stabilità si discute sempre di questo rapporto, utilizzandolo come un indicatore attendibile della salute del nostro paese. La verità è che probabilmente l’Italia è ancora un paese manifatturiero di notevoli dimensioni, in grado di tenere fede ai propri impegni e che il problema del debito sovrano dipenda più da una questione di fiducia circa la capacità del nostro governo di innovarsi e agire entro una linea di sviluppo più moderna in grado di dare respiro all’economia.

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