Come scegliere bene il proprio corso di laurea

Scegliere cosa studiare dopo le scuole superiori (cioè le scuole secondarie di secondo grado) non è affatto facile. Spesso i giovani studenti che escono dalla scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media) sono convinti di aver maturato già i propri interessi e scelgono le superiori in base a due principi: a) una naturale inclinazione verso una particolare materia b) il suggerimento degli insegnanti e le pressioni dei genitori. Quando ho scelto il liceo scientifico, per esempio, l’ho fatto perché nonostante fossi generalmente bravo, secondo la mia insegnante di italiano scrivevo male in italiano. Non scorretto, ma male. In verità alle superiori ho sempre avuto la media dell’otto fino alla quinta dove sono stato presentato all’esame con la media del 9 in italiano, storia, filosofia e latino, le classiche materie umanistiche. Il primo anno ero convinto che mi piacessero la matematica e le scienze. Poi ho scoperto il contrario.

Le superiori in genere dovrebbero influenzare la scelta del corso di laurea. Dovrebbero perché costituiscono il primo mattone della propria formazione intellettuale e tecnica. Frequentare una scuola tecnica aiuta probabilmente a sviluppare un amore verso materie in ambito tecnico e scientifico, come i corsi di ingegneria, di biologia, di matematica. In genere il liceo tende a far preferire le materie umanistiche e spesso anche medicina.

La verità è che però l’università dovrebbe essere collegata in toto alla professione che si vuole fare. È vero che ci sono molti corsi di laurea che permettono di ottenere più lavori, ma è chiaro che la laurea dovrebbe essere presa nel tentativo di svolgere una professione per la quale è pensata.

Il problema è che il mercato del lavoro è molto asfittico e non permette chissà quali fantasie. In ordine alla scelta però andrebbero studiate alcune variabili importanti. Innanzitutto occorre abolire la divisione tra materie umanistiche e scientifiche. Si può fare scienza anche nelle materie umanistiche (ad esempio: gli archeologi in Italia dovrebbero essere un must, avere un lavoro, essere rilevanti). In secondo luogo bisogna verificare la propria inclinazione. Se durante il quinquennio di superiori ci rendiamo conto di appassionarci verso una particolare materia, un ambito, occorre immediatamente verificare se esiste un corso di laurea che lo contenga. Mettiamo che io scopra di essere appassionato di biologia. E che scopra nel frattempo che mi interessa molto la biologia animale e quella vegetale: un’analisi attenta della mia passione mi porterebbe a escludere scienze biologiche e magari includere agraria o veterinaria.

Un altro discorso da fare è quello economico. Spiace dirlo, ma in Italia per troppi anni si laureano ragazzi in materie totalmente inservibili per le quali non c’è una domanda di lavoro soddisfacente. Bisognerebbe pertanto escludere tutte quelle materie che non hanno futuro. Il tuo sogno è fare il giornalista? Pensaci bene: ci sono licenziamenti in corso ovunque, c’è un forte precariato, c’è una forte resistenza conservatrice di chi ha già il posto. Invece le materie del futuro riguardano i servizi al consumatore, specie quelli a distanza, e soprattutto le infrastrutture. Quando si sviluppò la ferrovia a trovare lavoro non furono solo i capitreno e i macchinisti, ma anche gli operai e i meccanici specializzati. Servono cioè specialisti tecnici delle infrastrutture digitali, compresi gli addetti alla sicurezza delle reti (fattore decisivo) e quelli allo sviluppo delle trasmissioni digitali.

Insomma, frequentare un buon corso di superiori aiuta a prendere una decisione per il futuro, ma la scelta del corso di laurea andrebbe fatta seguendo due cardini: 1) la propria passione naturale per un settore, in modo da poter pensare di svolgere un lavoro che ci piace (requisito per il successo) 2) analizzare il mercato del lavoro, le tendenze occupazionali, il livello di domanda e di offerta, lo stato delle retribuzioni e scegliere quello con maggiori prospettive.

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