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Vino: le prospettive di vendita online

Il vino è un prodotto della fermentazione alcolica prodotto in tutto o in parte del mosto dell’uva fresca, appena raccolta, in presenza o in assenza delle parti solide del grappolo, chiamate vinacce. Il vino ha una lunga storia: nel Mediterraneo si pensa che sia stato coltivato circa 4000 anni fa, con tracce e residui archeologici ritrovati tanto in Grecia, quanto in Sardegna. La vinificazione comunque dovrebbe essere sorta in Italia, prima del secondo millennio a. C., forse importata, come uso su scala ridotta, dalla Grecia stessa attraverso i viaggi di colonizzazione. Oggi la preparazione del vino, dal frutto della vite, oltre che dalle applicazione della microbiologia e dell’enochimica, trae largo profitto da quelle della meccanica e della fisica. Il vino si fa sempre nello stesso modo, ma i processi sono in qualche modo mandati avanti dalle tecnologie. Alle piccole cantine si sono sempre più sostituite grandi complessi industriali; e alla vinificazione familiare di modeste quantità di uve – un tratto tradizionale della produzione italiana – si va sempre più sostituendo quella di ingenti masse, che consentono di ottenere a minor costo vino di caratteri costanti e facile consumo, anche se destinati a lunghi trasporti. E accanto alle grandi industrie private però resistono quelle di carattere cooperativo, che consentono anche ai piccoli produttori di avvantaggiarsi della lavorazione di tipo industriale.

La produzione italiana

L’Italia è il primo produttore al mondo di vino. Gli italiani lo consumano a tavola ogni giorno, prediligendo il vino da pasto e solitamente lo acquistano al supermercato, dove vini di notevole qualità spesso possono essere acquistati a prezzo molto vantaggioso. Il tratto tipico della produzione italiana è quello della media qualità. Rispetto ai vini francesi, i grandi rivali sul mercato internazionale, i vini italiani forse hanno meno eccellenze, a parte il rispettabile lavoro fatto negli ultimi decenni per consentire a eccellenti vini toscani, veneti, piemontesi, campani, siciliani, sardi, abruzzesi, laziali e pugliesi di emergere, tuttavia la qualità media della produzione è di alto valore. In ogni regione ci sono vini di alto livello, che vengono regolarmente esportati all’estero. I consorzi e i distretti, legati spesso a una indicazione geografica particolare o a un’area di provenienza tutelata da un disciplinare di produzione, producono ogni anno dei vini superiori, la cui distribuzione viaggia sui canali del mercato, in concorrenza con i tipici paesi produttori di vino. Secondo un recente sondaggio, effettuato da esperti del Biwa, e pubblicato dal Corriere della Sera, il migliore vino italiano è un Barolo (Monprivato DOCG 2010 di Giuseppe Maccarello e Figlio). Il Barolo è il classico rosso delle Langhe, insieme al Brunello e al Chianti, il vino di “rappresentanza” dell’Italia all’estero.

Il mercato del vino online

Il mercato del vino è sempre sostenuto: enoteche e musei del vino ne promuovono la diffusione “sapiente” e “informata”. Anche online il commercio inizia ad avere un suo perché grazie alle consegne veloci. Siti come ViniRossiOnline.it, per esempio, sono specializzati nella vendita a distanza di vini rossi di alta qualità provenienti sia dal nostro paese, sia da paesi come la Francia. Il vino è considerato centrale nel convivio: spesso durante le cene, gli invitati si presentano con una bottiglia pregiata come segno di riconoscenza per la gentilezza dell’ospite.

Vedi anche: http://www.federvini.it/index.php/it/indagini-e-ricerche/viewcategory/35-dati-federvini i dati della Federvini, l’associazione di categoria della Confindustria.

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